Archivio per la categoria ‘Covers’

Cover tratta dal disco “It’s a shame about ray” del 1992, considerato il capolavoro del gruppo di Boston che è considerato uno tra i più rappresentativi esponenti dell’underground made in U.S.A. degli anni novanta

Questo brano è tratto dall’album di Harrison “Cloud Nine” del 1987 ed è stato interpretano in origine da James Ray negli anni sessanta

In questo live la band di Chicago omaggia i Joy Division interpretandone il primo singolo risalente al 1979

Michael Angel Batio, detto anche solo Michael Angelo, è un chitarrista heavy metal statunitense. E’ considerato uno dei chitarristi più veloci e abili al pari dei contemporanei Steve Vai e John Petrucci. Qui si cimenta nella cover del brano degli Aerosmith “Dream on” datato 1973

Editors – Orange Crush (REM)

Pubblicato: 4 settembre 2011 in Covers, Studio
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Gli Editors, uno dei più popolari gruppi rock britannici della nuova generazione, reinterpreta il successo dei REM datato 1989. Da notare l’intro al pianoforte non presente nel brano originale

Versione acustica del celebre brano della band di Oxford da parte del cantautore irlandese famoso per l’album d’esordio “O” le cui canzoni sono state scelte per le colonne sonore di numerosi film e serie televisive

Questo brano è stato pubblicato per la prima volta come 45 giri da Eddie Floyd nel 1966. Fu eseguito lo stesso anno in duetto da Otis Redding e Carla Thomas. È stato cantato da Wilson Pickett e ripreso alcuni anni dopo da David Bowie, che l’ha registrato dal vivo durante il suo tour del 1974 negli Stati Uniti e poi nello stesso anno in un singolo nel Regno Unito

Tra le tante cover del celebre pezzo di Leonard Cohen non poteva mancare quella del cantautore statunitense

Ok Go – Gigantic (Pixies)

Pubblicato: 28 luglio 2011 in Covers, Studio
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Gli OK Go sono un gruppo alternative rock statunitense nato nel 1998 e famoso non solo per la musica ma anche per una serie di video bizzarri e stravaganti realizzati con pochissimo denaro ma di forte impatto

Questo brano fu inserito nell’album omonimo dei Doors datato 1967. La canzone compare inoltre come B-side del singolo Light my fire.