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Pixies – Winterlong (Neil Young)

Pubblicato: 28 gennaio 2013 in Covers, Live
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Winterlong è uno dei cinque brani inediti della raccolta “Decade”, album triplo pubblicato nel 1977 e contenente 35 canzoni di Young incise tra il 1966 e il 1976. I Pixies ne registrarono la cover su “The Bridge”, disco tributo al cantautore canadese del 1989. Questa interpretazione live (con tanto di maglietta dell’Italia indossata dalla bassista Kim Deal) è relativa ad un concerto di Boston avvenuto dopo la reunion del 2004, a circa dieci anni di distanza dal primo scioglimento della band

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Imagine viene spesso citato come uno dei brani più belli della storia della musica. Fu pubblicato prima sull’album omonimo e successivamente come singolo negli Stati Uniti (11 ottobre 1971) assieme a” It’s So Hard”. Successivamente nel 1975 il brano fu ripubblicato come singolo anche per il mercato britannico (il lato B in questo caso era “Working Class Hero”). Il testo viene solitamente letto in chiave pacifista, ma Lennon affermò che il brano era principalmente “anti-religioso, anti-nazionalista, anti-convenzionale e anti-capitalista, e viene accettato solo perché è coperto di zucchero”. Yoko Ono disse che il messaggio di Imagine si poteva sintetizzare dicendo che “siamo tutti un solo mondo, un solo paese, un solo popolo”.

A day in the life è l’ultimo brano del disco “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles inciso nel 1967. Oltre alla splendida melodia la particolarità del brano (e la difficoltà ad eseguirlo da vivo) è l’inserimento nella canzone di due parti strumentali assolutamente innovative per l’epoca, una come intermezzo e l’altra come coda. Per la prima traccia sonora fu chiesto ad un’orchestra di 45 elementi di suonare, crescendo man mano in intensità e volume, la nota più bassa prevista dal pentagramma fino a raggiungere quella più alta, creando così il famoso vortice di archi, ottoni e fiati di imponente impatto emotivo. Per il vortice di coda i Beatles decisero di concludere con un accordo al pianoforte, protratto fino alla dissolvenza totale del suono. Per ottenere tale effetto, lo stesso accordo venne suonato contemporaneamente da Lennon, McCartney, Ringo Starr, George Martin, e Mal Evans su tre pianoforti a coda, e il volume di registrazione venne man mano alzato per raccogliere ogni minimo suono (oltre che alcuni rumori di fondo). Chissà se i 4 di Liverpool avrebbero mai immaginato che, dopo quasi mezzo secolo, ci sarebbe stata una cover così intensa da parte di un vecchio rocker

Il “Bridge School Benefit” è un concerto annuale a scopo benefico che si tiene a Mountain View, California allo Shoreline Amphiteatre. L’organizzazione è di Neil Young e della moglie Pegi. Questo concerto suonato principalmente in acustico ha lo scopo di raccogliere fondi per i bambini disabili. Dalla prima edizione del 1986 e ad eccezione del 1987, l’appuntamento si rinnova ogni anno nel periodo ottobre-novembre. Gli artisti che vi partecipano sono annoverati tra i maggiori del panorama musicale internazionale.

 

The Band è stato uno storico gruppo rock canadese, formatosi nel 1967 a Toronto e scioltosi nel 1976 per poi riformarsi nel 1983 fino al 1999. La loro grande occasione fu quando Dylan li reclutò come propria band durante il suo tour del 1966; con Dylan il gruppo incise anche l’album “The Basement Tapes” . Questo video è tratto da “L’ultimo walzer”, film-documentario dell’ultimo concerto dal vivo della Band. Il film, diretto da Martin Scorsese, racconta la vita del gruppo canadese con le parole di Robbie Robertson e degli altri componenti del gruppo. Nel film sono presenti artisti del calibro di Bob Dylan, Neil Young, Joni Mitchell, Neil Diamond, Eric Clapton, Ringo Starr, Muddy Waters, Van Morrison, Ron Wood

Questo brano è incluso nell’album “Ragged Glory” del 1990. Questo album di Neil Young, carico di energia, è considerato molto importante all’interno del genere grunge  (specie appunto per il brano Fuckin’ Up) di cui Young è considerato il “padrino”.

Questa canzone è contenuta nell’album omonimo del cantautore canadese uscito nel 1970. E’ uno dei pezzi di maggiore successo di Neil Young: è contenuta infatti anche nelle successive raccolte “Decade”, “Greatest Hits” e “Live Rust”. Oltre a questa freschissima versione di Patti Smith, contenuta nell’album “Banga” del giugno di quest’anno, esistono svariate cover di questo brano interpretate da artisti quali Radiohead, Flaming Lips, Natalie Merchant,  Tori Amos, Dave Mattews e Neil Finn. La frase finale “Look at Mother nature on the run in the 1970’s” è stata modificata dall’autore negli anni durante le interpretazioni dal vivo, diventando “Look at Mother Nature on the run in the 21st century”.