Archivio per la categoria ‘Duets’

Joseph Arthur è un musicista, pittore e scrittore statunitense, ed è noto per le sue performance in cui campiona in tempo reale loop della sua voce e dei suoi strumenti cosicché la musica risuoni come un’armonia di una band di più elementi, laddove in realtà la maggior parte delle sue esibizioni lo vedono in solitaria sul palco. Nel 2004 Peter Buck, impressionato dalla sua esibizione a Seattle, lo invita ad aprire concerti del tour mondiale dei R.E.M. in Canada e Stati Uniti. Rilevante il sodalizio con la band statunitense ed in particolare col cantante Michael Stipe, il quale realizza un EP contenente 6 differenti versioni del pezzo In the Sun di Joseph per la raccolta fondi per il disastro dell’ uragano Katrina. Una di queste versioni è proprio il duetto registrato in studio tra Stipe e Martin.

 

Questo duetto è eccezionale perchè i due interpreti sono stati membri di due band che hanno cambiato la storia del rock: i Nirvana, con Dave Grohl alla batteria, e gli Husker Du con Bob Mould chitarrista e cantante. A proposito di questa collaborazione Grohl ha dichiarato al riguardo: “La cosa bella di questo disco (Wasting light – 2011) è che ho registrato una canzone con una persona che posso davvero considerare un mio eroe, la persona che è responsabile dell’esistenza dei Foo Fighters”.

Da seguire fino alla fine questo duetto tra il chitarrista dei Rage Against The Machine e Springsteen che interpretano un brano di quest’ultimo tratto dall’omonimo album del 1995. Gli stessi RATM hanno inserito una cover del brano nell’album “Renegades”.

Roxanne è uno tra tra i singoli  più conosciuti dei Police, ed è il primo estratto dal primo disco della band, Outlandos d’Amour. La canzone parla di una prostituta durante le sue ore di lavoro. La band sulle prime non confidava molto nel successo della canzone, tant’è vero che il singolo non raggiunse le classifiche nella sua prima uscita, ma quando venne ripubblicato nell’aprile del 1979 raggiunse il dodicesimo posto nel Regno Unito e il trentaduesimo negli U.S.A., diventando uno dei punti di forza dei concerti del gruppo (e successivamente di Sting solista). Roxanne è stata anche la prima canzone che la band ha eseguito dal vivo (ai Grammy Awards) in occasione della reunion del 2007. Nella lista delle 500 migliori canzoni secondo “Rolling Stone”, la canzone si posiziona al numero 398.

Dalla collaborazione tra due dei gruppi più importanti dell’attuale panorama musicale pop-rock italiano è nato questo bel brano contenuto nell’album “Doctor Seduction” degli Zen Circus datato 2004

La presenza della versione originale di “You’re so vain” su questo sito è un po’ forzata ma giustificata dal fatto che all’incisione del brano parteciparono come seconda voce Harry Nilsson e, nella parte finale, Mick Jagger (è lui che alla fine del ritornello ripete le parole “don’t you”); mentre Jagger non ha bisogno di presentazioni, di Nilsson si ricordano soprattutto l’interpretazione della celebre “Everybody’s talkin'” (inserita nella colonna sonora di “un uomo da marciapiede”) e la lunga e proficua collaborazione con John Lennon che porterà i due a comporre il brano “Old dirt road” inserito nell’album dell’ex Beatle “Walls and Bridges”. In questo periodo, cioè tra il 1973 e 1974, Harry Nilsson, insieme a Keith Moon e Ringo Starr, è protagonista del cosiddetto Lost Weekend di John Lennon: 18 mesi che quest’ultimo passò per lo più in stato di ebbrezza da un locale all’altro. Tornando al brano postato, non è mai stato chiarito a chi esso fosse dedicato. Si sono fatte varie ipotesi: qualcuno ha pensato che il soggetto fosse Warren Beatty, altri che fosse Mick Jagger, altri che fosse Kris Kristofferson, altri ancora che si trattasse di Cat Stevens, altri che ancora che si trattasse di James Taylor ovvero tutte persone che avevano avuto una relazione con la Simon.
La Simon assicurò che il destinatario fosse quest’ultimo, con il quale si era sposata un mese prima della pubblicazione del brano.

Questo brano rappresenta il più grande successo del gruppo beat italiano I Corvi. È la versione italiana di “I ain’t no miracle worker”, di Nancie Mantz e Annette Tucker, interpretata dai Brogues, un complesso i cui membri poi confluiranno nei più famosi Quicksilver Messenger Service. Il testo in italiano è scritto da Nisa, storico collaboratore di Renato Carosone . Il brano partecipa al Cantagiro nel 1966 riscuotendo un grande successo. La canzone è stata oggetto di numerose cover tra cui spiccano quelle degli Skiantos, Tonino Carotone e Vasco Rossi: quest’ultimo la interpretò al concerto del primo maggio 2009 inserendola poi nel disco “Tracks 2 – Inediti e rarità”.

The Band è stato uno storico gruppo rock canadese, formatosi nel 1967 a Toronto e scioltosi nel 1976 per poi riformarsi nel 1983 fino al 1999. La loro grande occasione fu quando Dylan li reclutò come propria band durante il suo tour del 1966; con Dylan il gruppo incise anche l’album “The Basement Tapes” . Questo video è tratto da “L’ultimo walzer”, film-documentario dell’ultimo concerto dal vivo della Band. Il film, diretto da Martin Scorsese, racconta la vita del gruppo canadese con le parole di Robbie Robertson e degli altri componenti del gruppo. Nel film sono presenti artisti del calibro di Bob Dylan, Neil Young, Joni Mitchell, Neil Diamond, Eric Clapton, Ringo Starr, Muddy Waters, Van Morrison, Ron Wood

Questo duetto, tratto dal “concerto di fine millennio” dei C.S.I. a Firenze, è stato inciso sul live “Noi non ci saremo Vol.1”. Il risultato è come un pezzo nuovo di zecca, dove l’atmosfera blues è accentuata dal controcanto dei fiati, dove le cinque signore in costume tradizionale ripetono a fine brano, con il loro canto di gola, il ritornello “così vanno le cose, così devono andare” in un italiano pittoresco

Questo brano è incluso nell’album “Ragged Glory” del 1990. Questo album di Neil Young, carico di energia, è considerato molto importante all’interno del genere grunge  (specie appunto per il brano Fuckin’ Up) di cui Young è considerato il “padrino”.