Questo brano rappresenta il più grande successo del gruppo beat italiano I Corvi. È la versione italiana di “I ain’t no miracle worker”, di Nancie Mantz e Annette Tucker, interpretata dai Brogues, un complesso i cui membri poi confluiranno nei più famosi Quicksilver Messenger Service. Il testo in italiano è scritto da Nisa, storico collaboratore di Renato Carosone . Il brano partecipa al Cantagiro nel 1966 riscuotendo un grande successo. La canzone è stata oggetto di numerose cover tra cui spiccano quelle degli Skiantos, Tonino Carotone e Vasco Rossi: quest’ultimo la interpretò al concerto del primo maggio 2009 inserendola poi nel disco “Tracks 2 – Inediti e rarità”.

Questa versione del brano dei Queen è stata incisa nel 2005 ed è stata inserita nella raccolta “Killer Queen: a Tribute to Queen”.  Ascoltando il brano si capisce come la notorietà del gruppo americano sia dovuta anche agli arrangiamenti psichedelici e alquanto bizzarri

The Band è stato uno storico gruppo rock canadese, formatosi nel 1967 a Toronto e scioltosi nel 1976 per poi riformarsi nel 1983 fino al 1999. La loro grande occasione fu quando Dylan li reclutò come propria band durante il suo tour del 1966; con Dylan il gruppo incise anche l’album “The Basement Tapes” . Questo video è tratto da “L’ultimo walzer”, film-documentario dell’ultimo concerto dal vivo della Band. Il film, diretto da Martin Scorsese, racconta la vita del gruppo canadese con le parole di Robbie Robertson e degli altri componenti del gruppo. Nel film sono presenti artisti del calibro di Bob Dylan, Neil Young, Joni Mitchell, Neil Diamond, Eric Clapton, Ringo Starr, Muddy Waters, Van Morrison, Ron Wood

Questo brano è stato inciso come B-side del singolo “The Youngest Was The Most Loved”, mentre la versione originale appartiene all’album dei Magazine “A correct use of soap” del 1980. Il gruppo post-punk inglese, attivo dal 1977 al 1981 e sorto dalle ceneri dei Buzzcocks, è considerato dalle riviste specializzate come uno dei più influenti della storia del rock: gli stessi Radiohead hanno eseguito dal vivo la cover di “Shot by both sides”, singolo di debutto dei Magazine

Elisa – Redemption Song (Bob Marley)

Pubblicato: 2 settembre 2012 in Covers, Studio
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Questa versione del famosissimo brano di Marley è presente nel cd singolo di Elisa “Broken”. La canzone, come gran parte delle canzoni di Marley, è centrata sulle sue convinzioni religiose legate al Rastafarianesimo, ma esorta anche le persone a liberarsi dalle catene mentali auto-imposte. Nel 2004 il brano è stato posizionato al numero 66 nella lista delle 500 migliori canzoni secondo la rivista Rolling Stone

Questo brano è contenuto nell’album tributo ” I’m your Fan: The songs of Leonard Cohen” inciso nel 1991 e prodotto dal giornale musicale francese “Les Inrockuptibles”. Il titolo prende spunto dall’album del cantautore canadese “I’m Your Man” in cui tra l’altro è presente la versione originale del brano interpretato dai Pixies

Questo duetto, tratto dal “concerto di fine millennio” dei C.S.I. a Firenze, è stato inciso sul live “Noi non ci saremo Vol.1”. Il risultato è come un pezzo nuovo di zecca, dove l’atmosfera blues è accentuata dal controcanto dei fiati, dove le cinque signore in costume tradizionale ripetono a fine brano, con il loro canto di gola, il ritornello “così vanno le cose, così devono andare” in un italiano pittoresco

Questo brano è incluso nell’album “Ragged Glory” del 1990. Questo album di Neil Young, carico di energia, è considerato molto importante all’interno del genere grunge  (specie appunto per il brano Fuckin’ Up) di cui Young è considerato il “padrino”.

Questo è il brano di apertura di “I’m Your Man”, settimo album in studio dell’artista canadese datato 1988. Il testo è una fantasia inquietante di malaugurio del successo commerciale, e per ironia della sorte sono proprio i REM che ne hanno fatto la cover più famosa, registrandola come b-side in un’edizione speciale del singolo “Drive” nel 1992. Il brano è entrato poi nella tracklist del film “Leonard Cohen: I’m Your Man” del 2006

Questa canzone è contenuta nell’album omonimo del cantautore canadese uscito nel 1970. E’ uno dei pezzi di maggiore successo di Neil Young: è contenuta infatti anche nelle successive raccolte “Decade”, “Greatest Hits” e “Live Rust”. Oltre a questa freschissima versione di Patti Smith, contenuta nell’album “Banga” del giugno di quest’anno, esistono svariate cover di questo brano interpretate da artisti quali Radiohead, Flaming Lips, Natalie Merchant,  Tori Amos, Dave Mattews e Neil Finn. La frase finale “Look at Mother nature on the run in the 1970’s” è stata modificata dall’autore negli anni durante le interpretazioni dal vivo, diventando “Look at Mother Nature on the run in the 21st century”.