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Gli inglesi Arctic Monkeys salirono agli onori della cronaca nel 2006 quando il loro bellissimo primo album “Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not” entrò direttamente nel Guinness dei primati vendendo più di un milione di copie in soli 8 giorni. Sabato 28 luglio 2012, alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi di Londra, il gruppo si è esibito suonando alcuni brani della band e questa cover di “Come Together”.

Johnny Rzeznik è il frontman dei Goo Goo Dolls, gruppo musicale alternative-rock statunitense fondato nel 1986 ed ancora in attività, noto al grande pubblico internazionale soprattutto grazie al successo del brano “Iris” datato 1998 ed inserito nella colonna sonora del film “La città degli angeli”. Questa cover fa parte della raccolta del 2005 “Les Paul & Friends” che vede protagonisti alcuni dei più importanti artisti rock tra cui Sting, Eric Clapton, Keith Richards, Joss Stone, Jeff Beck, Richie Sambora e Buddy Guy. Les Paul è stato un chitarrista e inventore statunitense, creatore, tra l’altro, della celeberrima chitarra Gibson Les Paul. Negli anni quaranta egli inventò la registrazione multitraccia (progetterà il primo banco di registrazione a 8 tracce) e la tecnica delle incisioni sovrapposte (o sovraincisione) che oggi sono normale amministrazione, ma a quei tempi rappresentarono una vera e propria rivoluzione tecnica

Gli Orchestral Manoeuvres in the Dark  (spesso abbreviato in OMD o OMITD) sono un gruppo synth pop britannico fondato nel 1979 e tuttora attivo, sebbene con una diversa formazione. La band divenne nota al grande pubblico nel 1980 con l’uscita del brano “Enola gay”, un successo internazionale di notevole dimensione ispirato al famoso bombardiere che sganciò la bomba su Hiroshima. Questa cover è contenuta nell’album del 1993 “Liberator”. A fine 1966, Sunday Morning fu l’ultima canzone che il gruppo di Lou Reed registrò per l’album “The Velvet Underground & Nico” e curiosamente è la traccia di apertura del disco. Dietro la descrizione di una quieta domenica mattina, tranquillo risveglio dopo una notte di bagordi, si cela un sentimento di paranoia e d’ansia strisciante che attanaglia il narratore della canzone

I Social Distortion sono un gruppo punk rock tutt’ora in attività formatosi nel 1978 a Orange County, California, e considerato tra più influenti gruppi della scena punk revival anni ’80. Il suono del gruppo fece coniare il genere  “Cowpunk”: la band, infatti, non negò la propria ammirazione verso Johnny Cash e i Rolling Stones, artisti che spesso contaminavano la propria musica con influenze country. Questa cover appartiene all’album omonimo del 1990,  spesso citato come il miglior album rock di quell’anno.

Doug Martsch è il leader dei Built to Spill, notissima band indie rock americana, formatasi a Boise, Idaho, nel 1989. Il gruppo è noto per le sue chitarre e per il caratteristico timbro di voce del cantante.  Reel around the fountain appartiene all’album omonimo della band inglese, “The Smiths”, pubblicato il 20 febbraio del 1984 dalla Rough Trade Records, che raggiunse la posizione numero 2 nella chart degli album più venduti in Inghilterra, rimanendo in classifica per 33 settimane. Nel 1990 la rivista “Rolling Stone” ha inserito l’album al numero 22 nella lista dei 100 più grandi album degli anni Ottanta.

Dalla collaborazione tra due dei gruppi più importanti dell’attuale panorama musicale pop-rock italiano è nato questo bel brano contenuto nell’album “Doctor Seduction” degli Zen Circus datato 2004

Questa è una delle composizioni più rock di Elton John ed anche una delle sue hits più conosciute e coverizzate. Gli Who inserirono la propria versione nel tribute album “Two rooms: Celebrating the Songs of Elton John & Bernie Taupin” del 1991 

La presenza della versione originale di “You’re so vain” su questo sito è un po’ forzata ma giustificata dal fatto che all’incisione del brano parteciparono come seconda voce Harry Nilsson e, nella parte finale, Mick Jagger (è lui che alla fine del ritornello ripete le parole “don’t you”); mentre Jagger non ha bisogno di presentazioni, di Nilsson si ricordano soprattutto l’interpretazione della celebre “Everybody’s talkin'” (inserita nella colonna sonora di “un uomo da marciapiede”) e la lunga e proficua collaborazione con John Lennon che porterà i due a comporre il brano “Old dirt road” inserito nell’album dell’ex Beatle “Walls and Bridges”. In questo periodo, cioè tra il 1973 e 1974, Harry Nilsson, insieme a Keith Moon e Ringo Starr, è protagonista del cosiddetto Lost Weekend di John Lennon: 18 mesi che quest’ultimo passò per lo più in stato di ebbrezza da un locale all’altro. Tornando al brano postato, non è mai stato chiarito a chi esso fosse dedicato. Si sono fatte varie ipotesi: qualcuno ha pensato che il soggetto fosse Warren Beatty, altri che fosse Mick Jagger, altri che fosse Kris Kristofferson, altri ancora che si trattasse di Cat Stevens, altri che ancora che si trattasse di James Taylor ovvero tutte persone che avevano avuto una relazione con la Simon.
La Simon assicurò che il destinatario fosse quest’ultimo, con il quale si era sposata un mese prima della pubblicazione del brano.

Il grande successo ottenuto da “My Generation” ha parzialmente oscurato altre perle della carriera degli Who, come appunto “Behind Blue Eyes”, brano appartenente all’album “Who’s Next” del 1971. La versione dei Limp Bizkit fu il singolo di lancio dell’album “Result May Vary”, mentre il videoclip originale è stato girato apposta per il film “Gothika”, del quale riprende la trama 

Questa versione del brano dei Queen è stata incisa nel 2005 ed è stata inserita nella raccolta “Killer Queen: a Tribute to Queen”.  Ascoltando il brano si capisce come la notorietà del gruppo americano sia dovuta anche agli arrangiamenti psichedelici e alquanto bizzarri