Due tra i maggiori cantautori italiani interpretano in duetto uno dei capolavori dell’artista milanese. La versione originale è contenuta nell’album “Sugo” del 1976

Black Magic Woman è una canzone  apparsa per la prima volta come singolo dei Fleetwood Mac nel 1968, ed in seguito inserita negli album “English Rose” (US) e “The Pious Bird of Good Omen (UK). In seguito il brano è diventato un classico nel repertorio di Santana che la registrò nel 1970, ed in questa nuova versione raggiunse la posizione #4 nella Billboard Hot 100. Il singolo è stato inserito nell’album “Abraxas”, diventando più facilmente associabile a Santana che ai Fleetwood Mac

Cover tratta dal disco “It’s a shame about ray” del 1992, considerato il capolavoro del gruppo di Boston che è considerato uno tra i più rappresentativi esponenti dell’underground made in U.S.A. degli anni novanta

Questo brano è tratto dall’album di Harrison “Cloud Nine” del 1987 ed è stato interpretano in origine da James Ray negli anni sessanta

In questo live la band di Chicago omaggia i Joy Division interpretandone il primo singolo risalente al 1979

Michael Angel Batio, detto anche solo Michael Angelo, è un chitarrista heavy metal statunitense. E’ considerato uno dei chitarristi più veloci e abili al pari dei contemporanei Steve Vai e John Petrucci. Qui si cimenta nella cover del brano degli Aerosmith “Dream on” datato 1973

Editors – Orange Crush (REM)

Pubblicato: 4 settembre 2011 in Covers, Studio
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Gli Editors, uno dei più popolari gruppi rock britannici della nuova generazione, reinterpreta il successo dei REM datato 1989. Da notare l’intro al pianoforte non presente nel brano originale

Versione acustica del celebre brano della band di Oxford da parte del cantautore irlandese famoso per l’album d’esordio “O” le cui canzoni sono state scelte per le colonne sonore di numerosi film e serie televisive

Duetto tratto dal concerto dei Muse tenutosi a Glastonbury nel 2010

Duet taken from the Muse concert held in Glastonbury in 2010

Io credo che considerando testo, melodia e magistrale arrangiamento della PFM, questo brano rappresenti il momento in assoluto più alto della musica popolare italiana; lo stesso De André lo considerava il pezzo più vicino al suo modo di essere. A testimonianza di quanto questa canzone sia entrata nell’immaginario collettivo, si può citare il fatto che l’espressione “bocca di rosa” è entrata nel linguaggio comune, essendo usata – se pur erroneamente – come eufemismo di prostituta; erroneamente in quanto, in realtà, come si afferma nel testo: “Bocca di rosa nè l’uno nè l’altro lo faceva per passione”