Archivio per la categoria ‘Covers’

Keane – Disco 2000 (Pulp)

Pubblicato: 15 Maggio 2013 in Covers, Live
Tag:,

Il brano originale è tratto da “Different Class”, album del 1995 che immortalò i Pulp come elemento fondamentale del “britpop”, nonostante la band di Sheffield fosse in attività già da una quindicina di anni. In particolare i due singoli dell’album, Common People (che raggiunse la posizione numero 2 nella classifica inglese) e appunto Disco 2000 (che arrivò al settimo posto), portarono la band al successo. Proprio in quell’anno nascevano i “Lotus Eaters”, primo embrione dei Keane, i quali subirono fortemente l’influenza del gruppo di Jarvis Cocker essendo inizialmente una cover-band di gruppi britannici

The original song is taken from “Different Class” (1995), album with which the pulps became a fundamental element of the “Britpop”, although the band from Sheffield was already in activity for fifteen years. In particular, the two singles of the album, Common People (which reached number 2 in the UK charts) and this Disco 2000 (which reached the seventh place), take the band to success. Precisely in 1995 were born the “Lotus Eaters”, the first embryo of Keane, who were influenzed by the band of Jarvis Cocker being initially a cover band 

Questa cover è contenuta nell’album “live on Mars” del cantante californiano. La versione originale fu pubblicata dai Verve il 1° settembre 1997  come secondo singolo estratto dal terzo album del gruppo, “Urban Hymns”, e raggiunse la prima posizione della classifica britannica dei singoli, miglior risultato per un singolo della band nel Regno Unito. La canzone fu scritta dal frontman Richard Ashcroft all’inizio del 1995 , quando faceva uso abituale di droga. Essendo stato lanciato sul mercato il giorno dopo la tragica scomparsa della Principessa Diana, il brano parve catturare l’umore triste della nazione e ciò ne amplificò il successo mondiale

This cover is included in the album “Live on Mars” of the californian singer. The original version was published by Verve on 1 September 1997 as the second single from the band’s third album, “Urban Hymns”, and reached the first position in the UK charts, the best result for a single of the band in the UK. The song was written by frontman Richard Ashcroft in early 1995, when he made habitual use of drugs. Having been released the day after the tragic death of Princess Diana, the song seemed to capture the mood of the nation and this fact amplified its worldwide success

Video tratto da un concerto-tributo ad Harrison del 2004. Nel 2002, ad un anno dalla scomparsa dell’ex-Beatle, ad accompagnare Lynne nell’interpretazione del brano furono invece McCartney ed Eric Clapton, che era buon amico di George Harrison,  e che suonò l’assolo di chitarra nella versione ufficiale su disco. I Beatles  ri-registrarono il brano più di una volta, anche con nastri di chitarra al contrario, ma il progetto fallì. Deluso, ma non arreso, Harrison invitò Eric Clapton a passare la giornata in studio con lui e nonostante i dubbi di quest’ultimo, perché nessuno aveva mai suonato prima in una canzone dei Beatles, alla fine accettò. L’inclusione di Clapton fu un sollievo per la band che attraversava un momento di tensione.

Video taken from a concert-tribute to Harrison in 2004. In 2002, a year after the death of the ex-Beatle, to accompany Lynne interpretation of the song were McCartney and Eric Clapton, who was a good friend of George Harrison, and played the guitar solo in the official version on disk . The Beatles recorded the song more than once, even with ribbons backwards guitar, but the project failed. Disappointed, but not surrendered, Harrison invited Eric Clapton  to spend the day in the studio with him and despite the doubts of the latter, because no one had ever played before in a Beatles song, he finally agreed. The inclusion of Clapton was a relief for the band that ran through a tense moment.

Eccezionale qualità audio per questa cover live dei Pearl Jam datata 2006. Una volta tanto il mattatore è il chitarrista solista Mike McCready mentre l’interpretazione di Vedder non brilla in modo particolare

I  Blackmore’s Night sono la band fondatrice del “renaissance rock”, filone del medieval rock ispirato appunto alla musica del periodo rinascimentale, fondata dall’ex-Deep Purple Ritchie Blackmore  (chitarra elettrica, acustica, mandolino,liuto e ghironda) e Candice Night (testi, voce e flauto). Le origini della band risalgono al 1990 quando Candice Night  lavorava in una stazione radio locale di New York e incontrò Blackmore prima per lavoro, poi in uno stadio di calcio dove lui suonava con i Deep Purple. Tra i due nacque una relazione e scoprirono di essere entrambi interessati al Rinascimento. Nel 1997 la coppia fu pronta a fondare la band, il cui nome è la fusione dei loro cognomi. Diamonds and Rust è una canzone scritta nel 1975  da Joan Baez, che descrive la relazione che la cantante aveva avuto 10 anni prima con Bob Dylan. Il brano arrivò al quarto posto della classifica americana e per molti critici e fan è considerato il miglior brano della cantautrice newyorkese.

Geordie è un’antica ballata britannica nata intorno al XVI secolo. Il protagonista della canzone, di nome Geordie, è un giovane che è colpevole di un crimine e pertanto sarebbe condannato all’impiccagione. Questo brano esiste in numerose varianti, la più famosa delle quali è quella di Joan Baez incisa nel 1962, 4 anni prima di questa versione di De André. Molti ritengono erroneamente che la cantautrice americana sia la seconda voce di questo brano, e l’errore è riportato anche nella descrizione del link da cui l’ho preso. In realtà la voce è di Maureen Rix, che il cantautore genovese conobbe nei giorni in cui la ragazza lavorava per suo padre in all’Istituto Pareto Ligure in Sampierdarena. Per molto tempo si sono perse le traccie della donna. Incuriositi dalla sua partecipazione all’incisione di Geordie, il popolo della rete l’ha lungamente cercata, anche in America, ma invano. Poi, nel 2004, eccola comparire in Via del campo, a trovare Gianni Tassio ed il suo negozio-museo.

 

Whole lotta love è una delle più famose canzoni dei Led Zeppelin, contenuta nell’album Led Zeppelin II del 1969. È presente nelle raccolte “Remasters” del 1990  e “Mothership”  del 2007. Una versione live è contenuta in “The Song Remains The Same”  del 1976  e nella raccolta di live “How the West Was Won”, nonché nell’album dal vivo “Celebration Day”. Il riff di questo brano è uno dei più famosi della storia del rock. La canzone è stata la prima hit a livello mondiale della band. Nel 2004 si è classificata al 75º posto nella classifica dei 500 migliori singoli secondo la rivista Rolling Stone Magazine, mentre nel marzo 2005 ha occupato l’undicesima posizione nella classifica delle 100 migliori canzoni con chitarra di QMagazine . È l’unica canzone del gruppo ad essere uscita come singolo nel Regno Unito. 

Questa canzone ha fatto conoscere al grande pubblico i Cherry Ghost, band indie-rock inglese formatasi nel 2005 e che ha scelto il nome da una citazione del brano “Theologians” dei Wilco. Birdy è una giovanissima cantautrice e pianista inglese: ha cantato con l’intensità di un’interprete consumata cover di Bon Iver, Cherry Ghost, Phoenix, National, Postal Service, XX, (mai una canzonetta) esordendo nel 2011 con un fortunatissimo album omonimo; è diventata un fenomeno di Youtube grazie al brano “Skinny love” (120 milioni di visualizzazioni). Ha un modo di cantare tormentato, a volte misterioso e oscuro: non stupisce che la sua voce sia finita nella serie tv “The vampire diaries” e che il brano “Just a game” faccia parte della colonna sonora del film “Hunger games”. L’artista inglese ha partecipato come ospite ad una delle serate di Sanremo 2013.

Uno dei brani più rappresentativi dei grandissimi Pavement è reinterpretato in maniera molto fedele all’originale da questa band newyorkese indie-rock, attiva per circa un decennio negli anni ’90, che deve il nome ad una delle più incredibili rimonte nella storia del baseball moderno, quella che vide i New York Mets conquistare il loro secondo titolo durante la stagione 1986

La ripresa è amatoriale e l’audio è mono ma a mio avviso merita di essere ugualmente ascoltata questa interpretazione live dell’ex- RHCP di uno dei brani migliori della carriera del gruppo di Oxford, contenuto nell’ album “Amnesiac” del 2001