Gli inglesi Arctic Monkeys salirono agli onori della cronaca nel 2006 quando il loro bellissimo primo album “Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not” entrò direttamente nel Guinness dei primati vendendo più di un milione di copie in soli 8 giorni. Sabato 28 luglio 2012, alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi di Londra, il gruppo si è esibito suonando alcuni brani della band e questa cover di “Come Together”.

Johnny Rzeznik è il frontman dei Goo Goo Dolls, gruppo musicale alternative-rock statunitense fondato nel 1986 ed ancora in attività, noto al grande pubblico internazionale soprattutto grazie al successo del brano “Iris” datato 1998 ed inserito nella colonna sonora del film “La città degli angeli”. Questa cover fa parte della raccolta del 2005 “Les Paul & Friends” che vede protagonisti alcuni dei più importanti artisti rock tra cui Sting, Eric Clapton, Keith Richards, Joss Stone, Jeff Beck, Richie Sambora e Buddy Guy. Les Paul è stato un chitarrista e inventore statunitense, creatore, tra l’altro, della celeberrima chitarra Gibson Les Paul. Negli anni quaranta egli inventò la registrazione multitraccia (progetterà il primo banco di registrazione a 8 tracce) e la tecnica delle incisioni sovrapposte (o sovraincisione) che oggi sono normale amministrazione, ma a quei tempi rappresentarono una vera e propria rivoluzione tecnica

Imagine viene spesso citato come uno dei brani più belli della storia della musica. Fu pubblicato prima sull’album omonimo e successivamente come singolo negli Stati Uniti (11 ottobre 1971) assieme a” It’s So Hard”. Successivamente nel 1975 il brano fu ripubblicato come singolo anche per il mercato britannico (il lato B in questo caso era “Working Class Hero”). Il testo viene solitamente letto in chiave pacifista, ma Lennon affermò che il brano era principalmente “anti-religioso, anti-nazionalista, anti-convenzionale e anti-capitalista, e viene accettato solo perché è coperto di zucchero”. Yoko Ono disse che il messaggio di Imagine si poteva sintetizzare dicendo che “siamo tutti un solo mondo, un solo paese, un solo popolo”.

Norah Jones – Jesus, Etc. (Wilco)

Pubblicato: 16 gennaio 2013 in Covers, Live
Tag:,

Questo brano appartiene a “Yankee Hotel Foxtrot”,  quarto album della band alternative folk-rock di Chicago, pubblicato nel 2002. L’album è stato un successo di critica e commerciale, il più venduto dei Wilco, con oltre 500.000 copie nei soli Stati Uniti. È inoltre molto apprezzato dalla critica tanto che la nota rivista Rolling Stone ha posizionato l’album al terzo posto nella classifica dei 100 migliori album del decennio inserendolo anche nella lista dei migliori 500 di sempre

A day in the life è l’ultimo brano del disco “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles inciso nel 1967. Oltre alla splendida melodia la particolarità del brano (e la difficoltà ad eseguirlo da vivo) è l’inserimento nella canzone di due parti strumentali assolutamente innovative per l’epoca, una come intermezzo e l’altra come coda. Per la prima traccia sonora fu chiesto ad un’orchestra di 45 elementi di suonare, crescendo man mano in intensità e volume, la nota più bassa prevista dal pentagramma fino a raggiungere quella più alta, creando così il famoso vortice di archi, ottoni e fiati di imponente impatto emotivo. Per il vortice di coda i Beatles decisero di concludere con un accordo al pianoforte, protratto fino alla dissolvenza totale del suono. Per ottenere tale effetto, lo stesso accordo venne suonato contemporaneamente da Lennon, McCartney, Ringo Starr, George Martin, e Mal Evans su tre pianoforti a coda, e il volume di registrazione venne man mano alzato per raccogliere ogni minimo suono (oltre che alcuni rumori di fondo). Chissà se i 4 di Liverpool avrebbero mai immaginato che, dopo quasi mezzo secolo, ci sarebbe stata una cover così intensa da parte di un vecchio rocker

Gli Orchestral Manoeuvres in the Dark  (spesso abbreviato in OMD o OMITD) sono un gruppo synth pop britannico fondato nel 1979 e tuttora attivo, sebbene con una diversa formazione. La band divenne nota al grande pubblico nel 1980 con l’uscita del brano “Enola gay”, un successo internazionale di notevole dimensione ispirato al famoso bombardiere che sganciò la bomba su Hiroshima. Questa cover è contenuta nell’album del 1993 “Liberator”. A fine 1966, Sunday Morning fu l’ultima canzone che il gruppo di Lou Reed registrò per l’album “The Velvet Underground & Nico” e curiosamente è la traccia di apertura del disco. Dietro la descrizione di una quieta domenica mattina, tranquillo risveglio dopo una notte di bagordi, si cela un sentimento di paranoia e d’ansia strisciante che attanaglia il narratore della canzone

Dal concerto Newyorkese del 12/12/2012 per la raccolta fondi in onore delle vittime dell’uragano Sandy. La performance è di sicuro impatto emotivo anche se non impeccabile a causa di Waters (giustificatissimo considerando che ha quasi settant’anni). Fortuna che Vedder alla voce e Dave Kilminster alla chitarra solista ci mettono una pezza non facendo rimpiangere David Gilmour

Joseph Arthur è un musicista, pittore e scrittore statunitense, ed è noto per le sue performance in cui campiona in tempo reale loop della sua voce e dei suoi strumenti cosicché la musica risuoni come un’armonia di una band di più elementi, laddove in realtà la maggior parte delle sue esibizioni lo vedono in solitaria sul palco. Nel 2004 Peter Buck, impressionato dalla sua esibizione a Seattle, lo invita ad aprire concerti del tour mondiale dei R.E.M. in Canada e Stati Uniti. Rilevante il sodalizio con la band statunitense ed in particolare col cantante Michael Stipe, il quale realizza un EP contenente 6 differenti versioni del pezzo In the Sun di Joseph per la raccolta fondi per il disastro dell’ uragano Katrina. Una di queste versioni è proprio il duetto registrato in studio tra Stipe e Martin.

 

E’ il destino di tutte le canzoni amate dal pubblico: i fan si riprendono con una webcam, reinterpretano il brano e pubblicano il risultato su Youtube. Tra cantanti improvvisati e chitarristi della domenica, le performance non sono sempre eccellenti. Ma ci sono casi in cui le versioni dei fan hanno una dignità artistica. E basta un videomaker che faccia da direttore d’orchestra virtuale per trasformare il tutto in un video virale.
E’ quello che è accaduto con “Paranoid Android”, classico del repertorio dei Radiohead, una delle band più amate degli ultimi 20 anni. L’utente Ohadi22 ha messo insieme 35 video presenti in Rete e ha creato una cover. Il mix è piaciuto anche alla band di Oxford, che ha condiviso il video su Twitter. I protagonisti del filmato provengono da tutto il mondo e sono di tutte le età. E tra performance registrate sul divano di casa ed esibizioni in stadi o piccoli pub, compaiono anche tre italiani, citati nella descrizione della clip se la guardate su Youtube

I Social Distortion sono un gruppo punk rock tutt’ora in attività formatosi nel 1978 a Orange County, California, e considerato tra più influenti gruppi della scena punk revival anni ’80. Il suono del gruppo fece coniare il genere  “Cowpunk”: la band, infatti, non negò la propria ammirazione verso Johnny Cash e i Rolling Stones, artisti che spesso contaminavano la propria musica con influenze country. Questa cover appartiene all’album omonimo del 1990,  spesso citato come il miglior album rock di quell’anno.